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Franco vuole condurre lo sguardo dell’osservatore in un percorso di ricerca. Protagonista indiscussa è la natura vista
in una duplice assenza. La natura per Franco Carollo è soprattutto un paesaggio interiore, un riflesso dello sguardo sul mondo, la percezione di una sensazione a cui dare forma
e colore. Come ricorda Michelangelo “si dipinge prima con
la mente e poi con la mano” ” l’ombra è più nera dove c’è più luce” diceva Goethe. Un tempo l’uomo trovava il proprio riferimento nella piazza del paese, all’ombra del campanile, oggi invece la vita corre lungo la strada, a caccia dei centri commerciali, bersagliata dal traffico, colpita dalle luci delle grandi città. La poesia può nascere anche nei luoghi della standardizzazione. Un tempo si faceva poesia davanti agli alberi e alla luna, oggi si può fare sulle autostrade, sugli aereoporti, sui non luoghi. I non luoghi teorizzati dall’ontropologo Marc Augè e ripresi dall’artista italiano Andrea Chiesi sono i luoghi dello smarrimento e dell’alienazione. Franco Carollo ci fa scoprire che anche il paesaggio più famigliare può affascinarci. Al cuore del paesaggio vi è il rapporto armonico dell’uomo con la natura. Sentirsi infatti parte di un paesaggio, di una storia, ci fa risalire al significato più autentico del vivere.. questo è il grande messaggio di Franco Carollo.

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